Quattro giorni di arrampicata sulle bellissime pareti di Arnad.
È stata un una bella giornata di primavera. Siamo partiti da Cademario in direzione di Arosio dove al grotto ci aspettava la metà del gruppo di coloro che non voleva camminare.
Al Grotto Sgambada abbiamo gustato un ottimo pranzo a base di capretto.
Ritorno sul sentiero panoramico. Una bella giornata riuscita.
Giovedì 16 aprile, abbiamo visitato Villa Balbianello.
Villa scenografica costruita nel 1787, già residenza di famiglie protagoniste del Risorgimento, affacciata sul lago di Como e situata sulla punta della piccola penisola boscosa di Lavedo.
La Villa è stata acquistata da Guido Monzino (imprenditore, collezionista ed esploratore) nel 1974 e lasciata in eredità al FAI nel 1988.
Guido Monzino, ultimo proprietario, trasformò la dimora in un rifugio dove conservare con ordine e gusto i ricordi di una vita avventurosa che lo condusse, primo italiano, in cima all’Everest.
Dopo una breve passeggiata lungo la strada asfaltata o lungo un sentiero nel bosco, in attesa della visita guidata, singolarmente abbiamo potuto visitare lo stupefacente giardino: un tracciato che spazia tra ardite potature (arte topiaria) e scorci romantici, viali fiancheggiati da statue, terrazze panoramiche e fioriture.
La visita guidata ha inizio dalla Loggia Durini, cuore scenografico del complesso, che accoglie la Sala della Musica e la Biblioteca, dove si conserva il fondo librario alpinistico e geografico di Monzino.
In seguito visitiamo gli ambienti interni della Villa, che ospitano arredi francesi del Settecento, collezioni d’arte extraeuropea, raccolte di argenti e ceramiche, dipinti su vetro e arazzi di Beauvais.
Dallo studio di Guido Monzino (da cui si può intravvedere l’ardita potatura
“a ombrello” del grande leccio, richiesta dal proprietario per non perdere l’imprendibile vista sulle Alpi), al Museo delle Spedizioni (allestito nel sottotetto), con bandiere, foto, reperti etnografici e la più grande collezione di avori Inuit fuori dalla Groenlandia, oltre alla slitta usata per la spedizione al Polo Nord del 1971. E poi ai piani inferiori: il Salotto verde e la sala detta del “Fumoir”, la Sala da pranzo. Scendendo ulteriormente si giunge al piccolo Appartamento degli ospiti, già dedicato alla madre del proprietario, Matilde Monzino Alì, nobildonna di origini messinesi.
Terminata la visita, tramite breve trasferimento con il battello, raggiungiamo Lenno per la pausa pranzo.
La visita si è conclusa a piena soddisfazione dei 12 partecipanti.
"Camminata sali scendi lungo i vigneti di Gordola fino alla cantina
Carrara. Graziano e Marilena, i proprietari, ci hanno accolti con calore
e abbiamo visitato la loro cantina, fatta interamente di pietre delle
nostre valli e il loro alambicco privato. Pranzo al sacco sulla terrazza
della cantina, accompagnato con la fisarmonica suonata da Graziano."
Serata splendida! Ottima cena con torta e brindisi di compleanno! Discesa in notturna con luna piena in un’atmosfera suggestiva! Panorama incantevole di luci ed ombre!
"Gita alla riscoperta di un mestiere e alla scoperta di grotte scavate dall’uomo.
Subito dopo Malnate, accanto al fiume Lanza, abbiamo potuto vedere un mulino ancora funzionate e dove ogni giorno il mugnaio macina il granoturco. Più avanti sempre nel parco valle Lanza abbiamo scoperto delle cave di Molera che l’uomo ha scavato per estrarre la pietra e che ora hanno assunto delle forme e colori particolari da sembrare dei monumenti.
Il nostro. cammino è proseguito seguendo il tracciato della vecchia ferrovia della Val Morea fino a Stabio e da lì a Genestrerio.
Passeggiata tranquilla in una giornata mite, con i tipici segnali dello sbocciar della primavera.”
Finalmente le condizioni meteo e valanghe permettono ad un gruppo di 9 di svolgere la 3 giorni di sci-alpinismo con meta le montagne che circondano la capanna Maighels. Mercoledì con il treno raggiungiamo il passo dell’Oberalp. Dopo un caffè in terrazza ci avviamo verso la nostra prima meta, il Pazolastock. Dalla vetta giù-giù per poi risalire sino alla capanna. Giovedì la nostra meta è il Piz Borel, per sicurezza ci fermiamo sull’antecima. Questo ci permette comunque di godere del paesaggio verso le montagne ticinesi. Venerdì via verso il Piz Alv e poi,passando dal passo Maighels, una lunghissima discesa ci porta ad Andermatt. Meteo top, la luna piena della prima notte in capanna, la neve non sempre come la si vorrebbe, ma comunque sciabile, una bella accoglienza in capanna, niente concerti notturni, una buona cucina con una bella scelta di vini, sono il nostro premio.
Siamo partiti in 7 da San Bernardino con una giornata da cartolina. Pausa di 1 ora sul passo con temperatura primaverile e assenza di vento ( miracolo). Siamo rientrati contenti della giornata.
Fausto
Venerdì 13 febbraio, abbiamo visitato l’esposizione “ARTE WALSER. La tradizione di Bosco Gurin” al MUSEC, situato sul lungolago di Lugano nella storica Villa Malpensata.
Attraverso un percorso espositivo, articolato in tre sezioni tematiche:
e grazie alle oltre 120 opere, oggetti d’uso quotidiano, arredi, giocattoli e arte sacra abbiamo potuto immergerci nella cultura locale, tra vita quotidiana e spiritualità, tra arte popolare e influenze artistiche europee.
In conclusione, una sezione speciale dedicata a Hans Anton Tomamichel (1899–1984). Illustratore, pittore e grafico pubblicitario nato a Bosco Gurin. Tra le sue opere più conosciute “Knorrli” il personaggio pubblicitario della ditta Knorr.
Un particolare ringraziamento a Carol (guida MUSEC ) per la gentile accoglienza e il professionale accompagnamento.
La visita si è conclusa a piena soddisfazione dei 30 partecipanti
Arrampicare sul ghiaccio di notte? Perché no!
Viste le condizioni di innevamento, niente Valle Leventina ma Mesolcina. Lasciamo Soresina sotto una leggera pioggia, mentre a San Bernardino, nostro punto di partenza vediamo già qualche scorcio di blu nel cielo. Seguiamo la strada del passo sino a Cà de Mucha e poi ci innalziamo sino a ca. 2500 m lungo le pendici del Zapporthorn.
Nel frattempo il cielo si è schiarito e il sole illumina la nostra discesa che si svolge quasi tutta in ottima neve polverosa.
Gita CAS Seniori del 29 gennaio 2026, sette partecipanti.
Ritrovo stazione di Lugano alle ore 7.30. Con treno e autopostale raggiungiamo l'Alpe di Neggia.
In uno splendido scenario bianco partiamo con le ciaspole e raggiungiamo la cima del Monte Gambarogno,
proseguiamo poi sulla cresta e scendiamo all'oratorio di Sant'Anna.
La neve alta e fresca rallenta il nostro passo. Constatiamo che il ritardo non ci permetterà di prendere l'autopostale a Indemini.
Arrivati alla biforcazione decidiamo pertanto di risalire il sentiero fino all'Alpe di Neggia, dove prendiamo
l'autopostale successivo.
Gita ad anello da Platta.
Ciaspolata del 15 gennaio 2026 con quattro partecipanti.
Partenza da Platta con congiungimento tracciato 610 a Pali. Salita fino all’alpe Plaun Pardatsch, con pausa pranzo ed infine piccola salita e discesa verso Platta.
Un bellissimo percorso tra pascoli erbosi e boschi.
Una giornata nuvolosa con ampie schiarite trascorsa in buona compagnia.
Valserhorn dei Befani ? Si, dei Befani qualcosa sicuramente, ma non il Valserhorn, stanno spuntando le primule!
Gita di ripiego nella Val Bedretto, in deciso ammanco di neve, ma con comunque la possibilità di portarsi un pò in quota con le strade, evitare il pericoloso bosco, e godersi qualche curvetta nella polverella ben conservata dai freddi pendii nord.
26 partecipanti arzilli, pimpanti e motivati hanno sfidato le temperature e il #maiunapausaalsole della Val Cassinello. Ritmo lento e costante, poche e brevi pause...per arrivare su un cocuzzolo baciato dal caldo sole di gennaio. E qualche curvetta l’abbiamo pure fatta ;-)
Da Agno abbiamo camminato lungo il lago di Lugano, con un tempo invernale quasi autunnale, scoprendo posti meravigliosi davanti a casa, adatti per il gruppo “lenti e contenti”.
3 partecipanti
9.30: aprendo i bauli delle auto, sorpresa manca un paio di scarponi. Partiamo tutti lo stesso e vedremo cosa fare in funzione delle condizioni del sentiero.
13.30: siamo in vetta e ci godiamo un panorama a 360° mozzafiato.
17.00: sfiancati da una interminabile discesa, ma contenti per la bella giornata trascorsa in compagnia, raggiungiamo le auto.
17.xx: la nostra prima auto si ferma per lasciare passare un’automobile che giunge in senso contrario e inspiegabilmente invece di venire avanti questa arretra e precipita per alcuni metri lungo una ripida scarpata per poi fermarsi contro un albero. Che spavento: per fortuna il passeggero è incolume, ma con le portiere bloccate dall’urto e la sua età avanzata, non riusciamo ad estrarlo dal veicolo. Allertiamo i pompieri e assistiamo ad un balletto di veicoli (polizia, pompieri, sanitari) che ci lascia allibiti.
18:30: chiudiamo con un bel brindisi una giornata che penso non dimenticheremo facilmente.
In dieci iniziamo la giornata a Tesserete con un buon caffé. Rinfrancati ci incamminiamo e passando da Bigorio e Condra raggiungiamo il Monte Moschèra. Calpestando la prima neve passiamo a Gola di Lago e ci fermiamo ai Monti Zalto per mangiare. Rifocillati scendiamo a Campestro dove Hélène ci invita a casa sua per dissetarci
Ci siamo incamminati in 8 persone dalla Croce Verde di Lugano lungo il fiume Cassarate. Incrociando la panchina dedicata al nostro ex-sindaco, On. Marco Borradori, abbiamo ammirati i nuovi campi di calcio. Una breve ma ripida salita fino a Canobbio. Dopo una pausa caffè, siamo andati alla chiesa, dove abbiamo goduto di una splendida vista su Lugano ed il suo lago. Siamo scesi su una ripida scala fino alla Resega. Tornati a casa soddisfatti della gita e della bella compagnia.
Hanni
Arrivati a Rivera con il treno e completato il gruppo di 11 partecipanti ci siamo incamminati.
Giornata bella, un po’ velata, ma clima tipico del periodo conosciuto come estate di San Martino.
Il primo tratto del percorso ci ha condotti ,attraverso una bosco di castagni ricco di colori autunnali, ai monti di Cardona e Cisterna, punti panoramici, dove ci siamo fermati per una pausa.Proseguendo abbiamo raggiunto i monti di Mezzovico dove abbiamo pranzato. Rifocillati abbiamo ripreso il nostro cammino verso Taverne scendendo dapprima a Sigirino . La discesa è risultata impegnativa a causa delle molte foglie che ricoprivano il terreno : è stato per tutti un buon allenamento di equilibrio !
Ultimo tratto alla scoperta del monte Barro con panorama sulla valle del Vedeggio , senza tralasciare di salire sull’altalena posta in vetta!
Magnifica giornata autunnale. Freddino alla partenza, ma ben presto il sole ha fatto capolino da dietro la montagna e ci ha accompagnati per il resto della giornata. Giunti al nucleo abbiamo incontrato un altro gruppetto di escursionisti. In diversi ci si conosceva e spontaneamente abbiamo intonato qualche bel canto. Dopo pranzo siamo scesi verso la Val Malvaglia per raggiungere dopo un paio di ore le vetture. Rispetto a quanto pianificato inizialmente, abbiamo invertito il giro. In origine era previsto di salire dalla Val Malvaglia e scendere per la parte più ripida. Ma sia per la posizione del sole, sia per la presenza di tanto fogliame sui sentieri, è stata azzeccata la scelta di invertire il percorso.
Meteo :giovedì pioggia, venerdì sole splendente con vento da nord! quindi la gita ha trovato la sua giusta collocazione oggi . Grazie alla splendida giornata il sole ha illuminato il nostro percorso. I partecipanti sono stati ampiamente ricompensati dalla bellezza del paesaggio autunnale che si è presentato ai loro occhi. I colori delle foglie, tra sfumature di rosso, arancione e giallo, hanno creato un quadro incantevole, mentre il Lago di Como si stendeva davanti a noi con il suo splendido panorama. La giornata perfetta ha permesso di apprezzare appieno la bellezza della natura e di godere della compagnia degli amici. Una passeggiata che sarà ricordata a lungo!
Con tutte le giornate di cielo blu che ci sono state, oggi camminato nella nebbia sino al Passo d’Agario. Da lì in avanti con foschia finalmente la vista sui due laghi!!
Due giorni a cavallo tra Mesolcina, Bellinzonese e Alto Lario, scoprendo panorami poco conosciuti, alpeggi abbandonati oppure rinati, caserme di eserciti di due nazioni separati da un esile cresta, nonché trincee e fortini della Grande Guerra, notevolmente più discreti delle moderne infrastrutture telefoniche che deturpano le vette del Corno di Gesero e della Cima delle Cicogne. Favoriti da due bellissimi giorni autunnali, conditi da una domenica mattina ventosa, che ci ha fatto desistere dal seguire la cresta della Cima di Cugn e della Marmontana siamo scesi ai Laghit de la Boga e attraversato le testate della Val Roggiasca e della Val d’Aian passando sotto alle Baionette del Torresella (Cima di Valstorna) raggiungendo poi i Monti di Lanés. Un ripido sentiero ci ha riportati alla diga della Roggiasca dove tutto era iniziato il giorno prima. Oltre ai paesaggi incantevoli e selvaggi, abbiamo apprezzato l’ospitalità e la simpatia di Nicola e consorte guardiani della Capanna Gesero dove siamo stati magnificamente. Grazie
Piacevole uscita intergenerazionale, con visita all'Esposizione Après Lift preparata dagli architetti Castelletti e Pedrazzi come ampliamento della mostra del Museo Alpino di Berna e riguardante l'evoluzione delle stazioni invernali a Sud delle Alpi. I bambini hanno approfittato delle competenze di Francesco Vanetta, vicepresidente del Dazio, e di Francesco Vicari per scoprire anche l'evoluzione nel tempo del passaggio delle Alpi attraverso il Gottardo, lungo al Via delle genti e le gole del Piottino.
Giovedì 2 ottobre con 8 partecipanti siamo andati sul sentiero basso da Tesserete a San Bernardo, da Redde Maini ci ha poi fatto conoscere il sentiero delle radici. Da San Bernardo ci siamo divisi, 5 sono tornati a Tesserete sul sentiero “arte nel bosco”, 3 sono scesi a Comano, dove hanno preso l’autopostale. Giornata molto bella con lo spirito dei lenti e contenti.
Hanni
Partiti in sei da Lugano prima dell’alba. A San Bernardino abbiamo trovato temperature intorno a 2 gradi, brrr. Visto che c’era neve in quota non siamo passati da Confin Alto ma direttamente a Confin Basso. Variante pagante molto panoramica e discesa più regolare.
Giornata autunnale magnifica, senza una nuvola. Al motto, pochi ma buoni, dalla località All’Acqua saliamo secondo i tempi previsti verso l’Alpe San Giacomo e la relativa Cappella. Il luogo suggestivo, unito a questo piccolo edificio religioso, lascia spazio a pensieri ed emozioni. Ci pensa Nadia a ridestarci dalle nostre riflessioni, tirando più volte la campanella, permettedoci così di riprendere il cammino fino al Passo. Dopo il meritato pranzetto proseguiamo in direzione della capanna Corno Gries, percorrendo con molta attenzione questo tratto di sentiero piuttosto esposto. Diego come d’abitudine non si scompone. In capanna siamo colti da una grande sorpresa. Il Re ci accoglie con immenso calore e tanto entusiasmo (in realtà è l’unico re che noi apprezziamo, quello del Rabadan per intenderci). Dopo avegli tributato i nostri onori e bevuto alla sua salute, scendiamo all’Alpe di Cruina. Siccome, ahimé, a causa dei festeggiament si è fatto tardi, rientramo ad All’Acqua con l’autopostale.
Partiamo da Hinterrhein dove nel 1274 si insediarono i primi Walser chiamati da Riale (Val Formazza) dai Signori De Sacco per creare una testa di ponte oltre il Passo. Ma chi controllava quello che è oggi il Canton Grigioni diede loro maggiori vantaggi e da lì inizia l’espansione dei Walser verso le tappe della nostra camminata. Passando il Valserbärg raggiungiamo con qualche goccia d’acqua Vals. Il secondo giorno avremmo dovuto raggiungere Turra ultima località del Safiental passando dal passo Tomül. Viste le condizioni meteo precarie, cambiamo programma e scendiamo ad Ilanz e percorreriamo un tratto delle gole del Reno: che impressione. Il sole ci accompagna per la terza tappa, percorriamo in quota per alpeggi Walser il Safiental sino a Safien-Platz e da lì ripida ascesa sino al Glaspass. La prima tappa si conclude con una lunga discesa sino a Thusis ed un meritato pranzo al rinomato Weisses Kreuz.
Ritrovo alla stazione di Lugano con partenza in treno alle ore 6.35. Dopo vari cambi di mezzi pubblici arrivo in autopostale a Campo alle ore 9.00. Da Campo salita dapprima su comodo sentiero che, prima di raggiungere il muro, diventa ripido. Segue la salita sulla muraglia lunga 300 m che termina sulla vetta del Piz Bombögn. Discesa in cresta verso Bosco Gurin, con passaggi in pietraia, pendii erbosi ed infine da Pian Cròsg sul sentiero. Rientro con mezzo pubblico da Bosco Gurin alle ore 17.28 e arrivo a Lugano dopo 2 ore e mezzo.
20 arrampicatori X 2 intense giornate a levigare la pelle dei polpastrelli = Divertimento, amicizia , risate, mirtilli, freddo , nebbia, sole
Sabato un po’nebbioso e fresco ad Azalee Beach (Raterischbodensee) per prendere le misure dell’arrampicata sulle mitiche placce del Grimsel, domenica, al settore Crow (Gerstenegg) lungo i 10 e più tiri delle vie Fliegender Teppich, Krümmel, Momo e Gämsipfad, in una giornata di sole stupenda.
Pernottamento ottimo all’Hotel Alpenrösli sul passo e Hotel Ahorni a Oberwald
Eravamo 8 iscritti di cui Matteo ha disdetto e siamo rimasti in 7. Da Cruina alla capanna percorso tranquillo. Abbiamo proseguito fino all' incrocio del passo Corno. Ci siamo fermati per il pranzo con la vista sul ghiacciaio del Corno Gries. Il tempo soleggiato con qualche nuvola che verso fine pomeriggio si sono addensati.
Compagnia allegra.
Siamo partiti i 6 e dopo 2 ore di salita impegnativa con 700 m di dislivello, siamo arrivati al punto più alto della giornata. Discesa su Rosboda, pausa birretta e giù fino a Bosco. Tempo al mattino nuvoloso e poi sempre più bello.